Il test per l'HPV è un test di rischio oncologico che se positivo identifica le donne che devono essere sottoposte a controlli più frequenti; insieme al Pap-Test rappresenta l'arma migliore per sconfiggere il cancro del collo dell'utero.

Prevenzione

utero, collo dell'utero

Il tumore del collo dell’utero: infezione da virus HPV e Pap-Test

Il tumore del collo dell’utero rappresenta la seconda forma tumorale più comune nelle donne, più frequente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 50 anni, ed è la prima neoplasia riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come causata da un virus: essa è infatti è dovuta nel 95% dei casi ad una infezione da Papilloma Virus Umano o HPV.

L’infezione da HPV è in assoluto la più frequente infezione sessualmente trasmessa. E’ più frequente nella popolazione femminile, rispetto ai maschi, e la sua diffusione è favorita dalla mancanza di sintomi per cui gli individui affetti non sono a conoscenza del processo infettivo in corso.

Esistono circa 100 tipi di Virus HPV, alcuni sono responsabili di lesioni benigne come i condilomi (HPV tipo 6 e 11) altri sono invece in grado di determinare lesioni precancerose che col tempo possono trasformarsi in tumore ( HPV 16 e 18). Il tempo che intercorre tra infezione da HPV e lesioni precancerose è di circa 5 anni mentre il tempo che intercorre tra infezione e tumore del collo dell’utero è di circa 10 anni.

Bisogna però considerare che nel 70-90% dei casi l’infezione da HPV guarisce spontaneamente senza lasciare esiti.

L’infezione si contrae principalmente per via sessuale ma anche per contatto con la pelle per cui l’uso del profilattico non è sicuro al 100%. Vi sono poi alcune condizioni che possono favorire l’insorgenza del tumore: fumo di sigaretta, presenza di familiari affetta dalla neoplasia, dieta povera di fibre (frutta e verdure), obesità, condizioni che provocano una diminuzione delle difese immunitarie (ad es. AIDS). Inoltre l’età precoce dell’attività sessuale e partners sessuali multipli possono aumentare il rischio di infezione da HPV.

 

PREVENZIONE

 

Essendo il tumore del collo dell’utero provocato nella quasi totalità dei casi da una infezione da HPV, la prevenzione dell’infezione diventa un’arma efficace per debellare questo tipo di tumore. Il Ministero della Salute promuove una campagna di vaccinazione gratuita rivolta alle bambine tra 11 e 12 anni, perché in questa fascia di età si ha il massimo beneficio.

I Vaccini attualmente disponibili sono due:

-Vaccino bivalente che è attivo contro i Virus HPV tipo 16 e 18.

-Vaccino tetravalente che è attivo contro i Virus HPV tipo 16, 18, 6 e 11.

Negli Stati Uniti è oggi disponibile un Vaccino Nonavalente attivo contro i Virus HPV tipo 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58. Di recente, infatti, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha aggiornato l’elenco dei tipi di HPV che possono causare il cancro, includendo i ceppi 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58 e 59.

 

Per le donne che non hanno ancora contratto l’infezione da HPV il vaccino è disponibile, a pagamento, in farmacia previa prescrizione medica.

Le donne in gravidanza non possono vaccinarsi.

 

SCREENING

 

I precursori del tumore del collo dell’utero sono patologie a lenta evoluzione, con guarigione completa se scoperti e curati in tempo. Di conseguenza il tumore al collo dell’utero è una neoplasia la cui evoluzione richiede molto tempo ed è facilmente curabile.

 

Oggi le armi che abbiamo a disposizione per debellare questo tipo di tumore sono rappresentate dal Pap-Test e dal Test HPV-DNA.

 

Pap-test

Il tumore delle cervice uterina come detto in precedenza si può prevenire diagnosticando i suoi precursori, le cosiddette lesioni precancerose, mediante il Pap-Test, un esame indolore e veloce che consente di verificare la presenza di cellule anomale sulla superficie del collo dell’utero. A tre anni dall’ inizio dell’ attività sessuale tutte le donne dovrebbero sottoporsi a questo esame con regolarità.

Se il Pap-test è negativo, l’esame può essere ripetuto dopo tre anni, ma se vengono riscontrate anomalie il medico potrà prescrivere ulteriori esami, come per esempio la ricerca del DNA del virus del Papilloma umano (HPV) e/o la colposcopia. La presenza nelle cellule del collo dell’utero di DNA virale è un indice di rischio perché il virus può indurre la formazione di lesioni precancerose che col tempo possono trasformarsi in tumore; il medico a questo punto, in base al tipo di lesione riscontrata dall’anatomo-patologo, può ricorre ad una terapia, medica o chirurgica, oppure ricorrere ad un approfondimento diagnostico prescrivendo una colposcopia. La colposcopia, che come il Pap-test dura pochi minuti, è indolore e viene eseguita dal ginecologo in ambulatorio, si basa sull’ osservazione della cervice mediante una speciale “lente di ingrandimento” chiamata Colposcopio. L’esito della colposcopia può essere certo o si può ricorrere alla biopsia per ottenere una diagnosi di certezza sulla natura della lesione.

 

HPV-TEST

L’effettuazione del Test HPV-DNA, che è in grado di rilevare la presenza dei vari tipi di HPV ad alto rischio prima ancora che le cellule del collo dell’utero mostrino dei cambiamenti visibili, ci consente di identificare con largo anticipo le donne a rischio.

Combinando il Pap Test con il test HPV-DNA è possibile migliorare la precisione dello screening fino al 99,9%, specialmente nelle donne oltre i 30 anni che sono quelle a maggior rischio.

La metodica di effettuazione del test HPV-DNA è la stessa che per il Pap Test.

LA PRESENZA DEL VIRUS HPV NON INDICA’ UNA MALATTIA, non è un test diagnostico, ma è da considerarsi come un test di rischio oncologico: la positività del test indica solo che quella donna ha un rischio maggiore rispetto ad una donna con test negativo, e dovrà controllarsi più spesso mediante il Pap Test e/o ripetendo il Test HPV-DNA..

Il tumore del collo dell’utero rappresenta la seconda forma tumorale più comune nelle donne, più frequente nella fascia di età compresa tra i 35 e i 50 anni, ed è la prima neoplasia riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come causata da un virus: essa è infatti è dovuta nel 95% dei casi ad una infezione da Papilloma Virus Umano o HPV.

L’infezione da HPV è in assoluto la più frequente infezione sessualmente trasmessa. E’ più frequente nella popolazione femminile, rispetto ai maschi, e la sua diffusione è favorita dalla mancanza di sintomi per cui gli individui affetti non sono a conoscenza del processo infettivo in corso.

Esistono circa 100 tipi di Virus HPV, alcuni sono responsabili di lesioni benigne come i condilomi (HPV tipo 6 e 11) altri sono invece in grado di determinare lesioni precancerose che col tempo possono trasformarsi in tumore ( HPV 16 e 18). Il tempo che intercorre tra infezione da HPV e lesioni precancerose è di circa 5 anni mentre il tempo che intercorre tra infezione e tumore del collo dell’utero è di circa 10 anni.

Bisogna però considerare che nel 70-90% dei casi l’infezione da HPV guarisce spontaneamente senza lasciare esiti.

L’infezione si contrae principalmente per via sessuale ma anche per contatto con la pelle per cui l’uso del profilattico non è sicuro al 100%. Vi sono poi alcune condizioni che possono favorire l’insorgenza del tumore: fumo di sigaretta, presenza di familiari affetta dalla neoplasia, dieta povera di fibre (frutta e verdure), obesità, condizioni che provocano una diminuzione delle difese immunitarie (ad es. AIDS). Inoltre l’età precoce dell’attività sessuale e partners sessuali multipli possono aumentare il rischio di infezione da HPV.

 

 

Dr. P.Parisella

 

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